Beni e valori

Valore residuo

DEFINIZIONE

Il valore residuo è una stima di quanto potrà valere un bene in una data futura, considerando uso, usura, obsolescenza e possibilità di rivenderlo.

Cosa significa valore residuo

Il valore residuo prova a rispondere a una domanda pratica: quanto varrà ancora il bene dopo alcuni anni? Un'attrezzatura standard, robusta e richiesta sul mercato dell'usato tende a conservare più valore di un impianto molto personalizzato, difficile da smontare o da ricollocare.

Nel Noleggio Operativo, la stima riguarda normalmente il valore atteso alla fine della durata contrattuale. La società di noleggio può tenerne conto insieme al prezzo iniziale, alla vita utile e alla possibilità di rivendere o riutilizzare il bene quando definisce la struttura economica dell'operazione.

In contabilità, il valore residuo può assumere un significato più specifico: è l'importo stimato ottenibile dalla dismissione al termine della vita utile, al netto dei relativi costi. Non va quindi confuso con il valore contabile netto, che deriva dal costo e dagli ammortamenti già registrati, né con il valore di mercato corrente.

Non coincide automaticamente neppure con il prezzo finale di acquisto. Se il contratto prevede un'opzione, il prezzo richiesto al cliente segue i criteri e le condizioni della specifica operazione e può essere diverso dalla stima utilizzata dal locatore.

In sintesi

  • È una previsione, non il valore certo che il bene avrà in futuro.
  • Ricollocabilità, usura e obsolescenza incidono sulla stima.
  • Valore residuo, valore contabile e valore di mercato non sono sinonimi.
  • Il prezzo finale di acquisto può essere determinato con criteri diversi.

Questa definizione ha finalità informative. Condizioni, obblighi e opzioni dipendono dalla documentazione applicabile alla singola operazione.